Inizio Pagina:
Contenuto

La meglio gioventù

Il coraggio di Jonni

Ecco la storia di Jonni Perozzi raccontata per Gioventu.it da Tamara Ciarrocchi

SAN BENEDETTO DEL TRONTO (Ap) - Non si reputa un eroe ma una delle tante persone che ci  mettono l'anima in quello che fanno, convinti del fatto che  non bisogna mollare mai e che l’importante è come si reagisce ai duri  colpi della vita. Basta volerlo e alla fine si può avere tutto, anche se ci si muove su una sedia a rotelle e se si fa fatica a parlare correttamente per comunicare al mondo pensieri e parole.
Quella di Jonni Perozzi, trentenne di San Benedetto del Tronto è la storia di una ragazzo incredibile che ha sempre inseguito i suoi sogni come fossero aquiloni e li ha raggiunti nonostante il vento della sua esistenza avesse tentato più volte di tirarli giù. Il suo doping si chiama amore, vissuto a pieni polmoni, che lo fa rinascere e gioire, sognare e combattere, che fa emozionare. Jonni non molla. Avanti contro tutte le avversità nel labirinto delle difficoltà, un giovane che forse sembra nato per stupire. La dolcezza di un bimbo, la fermezza di un generale.
La sua esistenza fu stravolta da un terribile incidente stradale che lo coinvolse quando aveva 14 anni, a bordo del suo motorino. Casco infilato, una pioggia battente, un’auto che lo abbagliò nel buio della sera in una strada a pochi passi da casa e quella quotidianità fatta di partite di calcio e giochi tra amici venne ingoiata d’un colpo dalla luce di quei fari.
Un destino crudele lo stava aspettando con un camion in sosta. Uno schianto terribile contro l’autocarro stravolse quella serenità che fino allora lo aveva accompagnato. L’automobilista che in un primo momento aveva puntato i fari abbaglianti contro di lui invece di intervenire prontamente per soccorrerlo fuggì via nonostante la vista di quel ragazzino agonizzante sotto l’aquazzone a terra, fino all’arrivo dei soccorsi.
Micidiale il colpo. Jonni da quel momento rimase in coma su un letto di ospedale per più di tre mesi, il tempo si era fermato su quel fazzoletto di asfalto dove sogni e promesse erano state cancellate da quella pioggia battente. Lo avevano dato quasi per spacciato e pochissime le speranze di ripresa da parte dei medici e per i suoi genitori per quelle due persone che gli avevano dato la vita un lungo percorso di attesa affinchè una un futuro comumque gli venisse restituito.
La voglia di farcela, la costanza, la pazienza, la professionalità, un coktail di impegno e con grande stupore dei medici il piccolo grande uomo, Jonni uscì dal coma e riuscì anche fare grandi progressi nella riabilitazione al di sopra di ogni possibile previsione.
Sono ora passati circa 16 anni  e oggi  nonostante la disabilità e le grandi difficoltà che questo giovane ha dovuto affrontare negli anni sia fisiche che psicologiche  come la morte del padre e la incapacità a deambulare, può dire di avercela fatta lavorando sodo. Ha studiato consapevole comunque che “spesso la vita non va come dovrebbe e parole come serenità e felicità hanno solo un sapore rievocativo dei bei tempi passati”.
Nel 2006 discute un tesi su “Uguaglianza, libertà e divieto di discriminazionedei disabili nell’ordinamento costituzionale”. Quella laurea fu anche  anche un regalo e motivo di orgoglio per il padre poco prma che morisse. 
Oggi passa i suoi pomerigi in uno studio legale della sua citta è una avvocato praticante dove lo stimano e ammirano, mentre la mattina lavora in banca con un progetto provinciale, e nei ritagli di tempo libero non pensa a se stesso ma agli altri prestando la propria opera nelle associazioni di volontariato.
Così diviso tra famiglia e lavoro, impegno sociale e volontariato non dimentica chi ha bisogno di una mano prestando servizio alla Caritas. Lui che è venuto fuori da un vortice di situazioni negative più grandi delle forza di volontà ma che solo la capacità di combattere propria di un essere umano lo hanno reso un vincente.
Misurato, semplice anche carismatico. Ha avuto il coraggio di cambiare la sua vita. Probabilmente un esempio per tanti ragazzi che oggi bruciano la propia esistenza con droghe o semplicemente lasciandosi prendere dalla voragine della noia.
C’è stata certamente la vicinanza di una famiglia che gli ha sempre riscaldato il cuore, che gli ha riacceso i sogni e le speranze, che ha percorso ogni passo della sua esistenza. Una famiglia che purtroppo ha dovuto iniziare a dare fondo a qualsiasi energia e non meno importante ha dovuto dar fondo anche a quei risparmi che la burocrazia ha chiesto come costo per le spese legali. Una famiglia comunque che  si è rimessa in gioco ed ha deciso di sfidare la vita perchè in fondo la vita ha provato a sfidare uno dei suoi componenti ed insieme uniti decidono di vincere questa battaglia.
Una storia forse come altre di giovani vite spezzate sull’asfalto. Una storia comunque di rara bellezza di cui nessuno ha mai parlato fino ad oggi in una società di giovani troppo spesso distratta ma che vale la pena raccontare perchè l’epilogo è positivo e può dare speranza a tante persone che scivolano nel gorgo della depressione o della solitudine.
Jonni, che oggi parla con disinvoltura ai giovani anche dell’importanza della sicurezza stradale, ha dato una lezione di vita e la vita lo sta ripagando ora con belle soddisfazioni e tante persone intorno che gli vogliono bene perché lui non lo sa, ma è un ragazzo speciale.


Vuoi raccontare anche tu una storia vera di Meglio Gioventù? Scrivi a
megliogioventu@gioventu.it

lunedì 3 novembre 2008

Menu Principale