Per combattere la criminalità organizzata è necessario fare leva sulle giovani generazioni: lo ha detto il ministro della Gioventù, Giorgia Meloni, a Napoli per la presentazione dei risultati del Questionario anticamorra della Associazione studenti napoletani contro la camorra
“E' nostro dovere guardare il bicchiere mezzo pieno - ha spiegato il ministro” riferendosi a una delle risposte del questionario, dalla quale emerge che il 40% ha intenzione di lasciare Napoli per andare a vivere altrove.
“Per un 40% di ragazzi che vorrebbero vivere da un'altra parte - ha commentato - c'è infatti un 60% che sceglie di restare, e tra questi c'è una percentuale maggiore di quella che pensiamo che vuole restare consapevolmente, portando avanti iniziative che possano coinvolgere la propria generazione nella lotta alla criminalità organizzata e nelle iniziative per la legalità. Dobbiamo - ha aggiunto Meloni - fare leva soprattutto sul piano generazionale, perché non c'è nulla più utile che convincere i ragazzi a fare il possibile per far partecipare gli altri a queste iniziative”.
MELONI: NAPOLI CE LA PUO' FARE COME POPOLO
“Questa è una scelta che ciascuno di noi fa e che si vince come popolo”: così la Meloni, rispondendo a chi gli chiede se la città partenopea ce la può fare a vincere la lotta alla criminalità organizzata.
''Non sono i singoli - ha aggiunto Meloni - a poter vincere questa battaglia, siamo noi come popolo. Sono soprattutto le giovani generazioni, perché a 20 anni si ha quella rabbia, quella capacità di provare amore. Magari andando avanti negli anni questo amore viene surclassato da altri interessi. Se riusciamo a fare leva su chi oggi ha 20-30 anni, possiamo provare a fare una rivoluzione”.
IL PREFETTO DI NAPOLI: IL PERICOLO DELLE ASSOCIAZIONI SILENTI
“In questo momento siamo tutti concentrati sulla lotta ai Casalesi nel casertano e combattiamo in quel territorio. E' corretto, ma forse sono più pericolose le associazioni di stampo mafioso che in questo momento sono silenti”: lo ha detto il prefetto di Napoli Alessandro Pansa.
“Questi fenomeni criminali - ha sottolineato Pansa - vanno studiati a fondo, in modo non superficiale perché spesso sono diversi da quello che si dice. Ci sono lati nascosti che forse sono più pericolosi di quelli che appaiono''. Il prefetto ha quindi invitato gli studenti a “non farsi ingannare da analisi estemporanee e superficiali” del fenomeno della criminalità organizzata.
DON MEROLA: NON SOLO ESERCITO MA ANCHE SCUOLE
Non solo “l'esercito di militari” ma anche “l'esercito di insegnanti”: è questo che realmente serve alla Campania per sconfiggere la camorra, secondo don Luigi Merola, ex parroco di Forcella e ora a capo della Fondazione “A voce d'e creature”. “Noi preti - ha rivendicato il sacerdote intervenendo all'evento contro la camorra, alla presenza del ministro Giorgia Meloni - abbiamo il polso della situazione e ci rendiamo conto che la sicurezza è importante, ma ancora più importante è dare ai ragazzi risorse”. E la risorsa principale, ha aggiunto, è la scuola, che non può e non deve mai restare chiusa, “anche il sabato e la domenica”. “A Napoli - ha concluso - lo Stato è anzitutto scuola, non esercito”.
MELONI: SICUREZZA SERVE A PROTEGGERE PIU' DEBOLI
La sicurezza e la legalità servono non a proteggere i potenti, ma i più deboli. Giorgia Meloni, rivolgendosi agli studenti napoletani ha sottolineato che ''spesso si legge la parola sicurezza e la parola legalità come un capriccio da borghesi. Ma i potenti non hanno bisogno di sicurezza, sono i più deboli ad averne bisogno”. Ancora, la sicurezza ''non è un favore ai palazzi del potere''. Meloni ha quindi fatto riferimento al Questionario anticamorra, presentato stamani a Napoli, affermando che nelle prossime settimane vorrebbe portare i risultati dell'indagine al premier Berlusconi e al presidente della Commissione parlamentare antimafia Pisanu. Ha poi risposto a una studentessa, che in precedenza aveva esclamato: “Come si fa a non comprare merce contraffatta se quella vera costa tanto?”, affermando che “una vita dignitosa non dipende da una borsa di marca”.
MELONI AI GIOVANI: NON USATE GLI ALTRI COME ALIBI
“La possibilità di cambiare dipende da ciascuno di voi”, ha detto la Meloni. Se c'è qualcosa che non va, ha esortato il ministro, “ditelo, anzi gridatelo, ma non utilizzatelo come un alibi”. La classe politica, ha aggiunto, “non sempre è all'altezza, anzi per certi versi è inadeguata. Anch'io lo sono. Ma da sola io non riesco a cambiare le cose. Questa è una battaglia che si vince non individualmente, ma come popolo”. ''Quando siete incazzati - ha detto ancora il ministro - venite da me, ma non pensate che la colpa sia di un altro, è di ognuno di noi. Ognuno ha la sua responsabilità. Io mi prendo la mia, ma anche voi dovete rimboccarvi le maniche”.
LA PALESTRA DI PINO MADDALONI
Ventimila euro di contributo alla palestra di judo, a Scampia, di Pino Maddaloni, medaglia d'oro alle Olimpiadi di Sydney: è il frutto di una convenzione firmata oggi dal ministro della Gioventù Giorgia Meloni e il campione napoletano.
“Lo sport - ha detto il ministro parlando con i giornalisti nella palestra di Scampia - insegna valori storicamente importanti e utili per la cittadinanza. Una realtà come quella che Maddaloni ha messo in piedi, in un territorio sicuramente difficile, la partecipazione che c'è in una realtà come questa che vuole essere un'oasi nel deserto, sicuramente deve far riflettere le istituzioni. Dobbiamo aiutare tutti coloro che vogliono offrire un'alternativa al degrado, al disagio, a quel che accade in questi territori”. Secondo il ministro questo della palestra di Scampia “è uno degli esempi classici di iniziative che domani potranno entrare nel ddl sulle comunità giovanili, già licenziato dal Consiglio dei ministri e che deve ora compiere l'iter parlamentare”. Ddl che, ha precisato Meloni, sarà dotato di un fondo di cinque milioni di euro.
Pino Maddaloni, dal canto suo, ha sottolineato come ''il gioco più bello dei bambini è lo sport” e ha preannunciato di voler creare “una grande giostra, una cittadella dello sport”. La struttura dovrebbe sorgere, ha precisato il campione, nel terreno dove inizialmente doveva essere costruito lo stadio, e dove attualmente si trovano delle caserme dismesse. “Aspettiamo di poterne parlare con il ministro La Russa” ha aggiunto Maddaloni.
CAMORRA: SINDACO CASALE A IMPRENDITORI, INVESTITE QUI
“Voglio dire agli imprenditori che devono avere coraggio e venire a investire qui”: è il grido di aiuto che il sindaco di Casal di Principe Cipriano Cristiano, ha lanciato alla presenza del ministro della Gioventù Giorgia Meloni.
Dall'Università' per la Legalità e lo sviluppo, ubicata nella ex abitazione del cassiere del boss Sandokan, Gaetano Darione, confiscata nel 1999, il sindaco ha rivendicato i passi avanti compiuti dal comune balzato agli onori della cronaca per le vicende legate al clan dei Casalesi. E ha citato i giovani presenti questa sera all'evento, coinvolti in un laboratorio di servizio civile per conto della Amesci: “La camorra allunga i tentacoli sui nostri giovani, offrendo loro migliaia di euro per le attività illegali, e invece questi ragazzi che sono qui lavorano per meno di 500 euro al mese”.
“C'è ancora tantissimo da fare - ha aggiunto - ma ce la stiamo mettendo tutta e i risultati si cominciano a vedere. Ma questo deve essere solo l'inizio”. Per questo il sindaco di Casal di Principe ha chiesto aiuto allo Stato, rappresentato in questa sede dal ministro della Gioventù, affinché siano create delle opportunità, come gli sgravi fiscali alle imprese, per attirare gli investimenti in questo territorio massacrato dalla criminalità organizzata. Il ministro ha risposto spiegando che la sua iniziativa di fare un viaggio proprio nei luoghi simbolo della camorra, serve a “far capire che esiste un Casal di Principe diverso, una Scampia diversa”. “E' lo strumento migliore che abbiamo per dire che i casalesi non sono un clan, ma gli abitanti di un comune che ha problemi di criminalità organizzata e che vuole combatterla”.
martedì 18 novembre 2008