di Silvia Quaranta
Quella che segue è una storia di meglio gioventù, ricostruita attraverso fonti giornalistiche e un'intervista con il protagonista
«Sono rimasta incinta a 17 anni appena compiuti, mentre facevo ancora il quarto anno di Liceo Linguistico. Lui non l'ha mai voluta, io l'ho detto subito ai miei e ho deciso comunque di tenerla. Ora ho 21 anni e mia figlia ne ha 3. Sono fidanzata da due anni, frequento l'Università (Infermieristica a Roma, ndr) e il padre di Giulia non mi ha più cercata».
Si presenta così la giovanissima Alessandra, protagonista di una storia in cui s’intrecciano in pari misura coraggio, altruismo e tenerezza. Intervistata, per Radio Gioventù, da Pierluigi Diaco e Giorgia Meloni, la ragazza racconta la sua storia: «Ho deciso subito di tenere la bambina, l’ho sempre sentito nel mio cuore. I miei genitori lo hanno saputo il giorno dopo: dapprima sono rimasti scossi, ma poi, dopo qualche giorno, a mente fredda, mi hanno consigliato di prendere autonomamente la mia decisione, aggiungendo che, qualunque essa fosse stata, loro mi sarebbero stati vicini. Io ho sempre sentito di volerla, la loro disponibilità non ha fatto che confermare questa mia volontà».
Giulia non è stata il frutto di un rapporto occasionale, ma di una storia d’amore che durava da un anno. Quando Alessandra è rimasta incinta, di fronte alla notizia, la reazione del fidanzato è stata nettissima e si è tradotta in un categorico rifiuto. Il fatto che il rapporto fosse più maturo, però, secondo Alessandra, che su questo argomento è estremamente decisa, non aggrava la situazione: «Per me un figlio è un figlio e basta, indipendentemente dal rapporto che avevi con quella persona nel momento in cui è successo. Credo che sia necessario prendersi le proprie responsabilità, ma deve essere una decisione consapevole. La mia è stata una scelta autonoma, nessuno mi ha fatto pressioni in un senso o nell’altro».
Da questa esperienza, vissuta con tutte le difficoltà che può comportare una gravidanza in periodo scolastico, la tenera età e la fine di una relazione che durava da un anno, Alessandra ha tratto una lezione di vita che ha scelto di mettere a disposizione di tutti. Ha deciso così di creare un forum online che potesse offrire un supporto soprattutto a quelle ragazze che, oltre a doversi misurare con un compito già di per sé impegnativo, quello non solo di essere mamma, ma di esserlo ad un’età in cui ci si rispecchia ancora troppo nel ruolo di figlia, devono affrontare anche tutte le difficoltà che si aggiungono nel momento in cui la loro decisione non incontra il favore dei genitori, che talvolta negano non solo l’appoggio morale ma anche qualunque aiuto economico.
«Facevo già parte di un forum ma era dedicato semplicemente alle mamme. C’erano, quindi, molte donne sposate che vivevano una situazione diciamo “normale” – racconta Alessandra – Cercando invece un forum dedicato esclusivamente alle giovani mamme, non avendo avuto successo, ho deciso di creare un sito mio, dove ragazze madri che cercavano un aiuto o un consiglio potessero trovarlo. È stato molto bello: siamo partite in due, io ed un’altra ragazza che faceva sempre parte di quel forum. Ora siamo circa una quindicina».
Il sito di Alessandra s’intitola “Noi Giovani Mamme” (http://ragazzemadri.forumcommunity.net/) ed è dolcissimo: raccoglie foto, storie delle ragazze che vi partecipano, racconti sui progressi dei bambini e tanti consigli utili. A volte, però, vi capitano anche persone che, in realtà, “giovani mamme” non lo sono mai state: «Molte ragazze inventano di avere gravidanze o figli, quando invece non è così. Vogliono far finta di aver avuto il bambino, poi si scopre che hanno effettuato un aborto e il bambino non l’hanno mai avuto. Queste persone vogliono simulare una vita che non hanno, una condizione in cui non sono, forse c’è il desiderio di capire cosa avrebbero provato se se non avessero preso quella decisione».
Alessandra ora si dichiara “felicissima” della propria decisione, che non le ha impedito di diplomarsi e di proseguire con gli studi universitari, ma non dimentica tuttavia le responsabilità che essa comporta e la maturità che richiede. Essere genitori è un compito da non sottovalutare, «io sono contenta della mia scelta, ma sarebbe stato meglio avere un figlio ad un’altra età, con una persona accanto e con le capacità anche economiche per crescerlo autonomamente».
Ascolta l’intervista su Radio Gioventù :
http://www.radiogioventu.com/dettaglioPost.asp?id=291
venerdì 18 dicembre 2009