La meglio gioventù è contemporaneamente il titolo di una raccolta di poesie friulane di Pasolini, una vecchia canzone degli alpini, ed un bel film di pochi anni fa. Per noi rappresenta una generazione che, seppur nelle sue tante contraddizioni, non si compiange e non recede dall’intenzione di lasciare il mondo un poco migliore di come l'ha trovato.
21 ottobre 2008
di Luca Pautasso
Quella che segue è una storia di meglio gioventù, ricostruita attraverso fonti giornalistiche e un'intervista con il protagonista
L’altruismo di una giovane studentessa universitaria decisamente intraprendente, il mondo senza confini del web, e il cuore grande di tanti altri giovani italiani come lei disposti a rimboccarsi le maniche per il prossimo ai quattro angoli del pianeta. E’ questa la ricetta della straordinaria solidarietà tricolore in versione 2.0, quella di una generazione cresciuta a pane e computer senza però dimenticare le ragioni dell’anima. E’ la storia di Selene Biffi, monzese, classe 1982. È lei la fondatrice e direttrice di Youth Action for Change (YAC), un'organizzazione no-profit interamente gestita da giovani tra i 15 e i 30 anni, e attiva in 120 Nazioni, da El Salvador all’Ucraina.
Lei, nel suo ruolo di ambasciatrice del volontariato, ne ha visitati 37. Ora è in Afghanistan, dove già in passato aveva lavorato per portare aiuto alla popolazione civile, scampando miracolosamente ad un tragico attentato suicida contro la delegazione Onu cui era aggregata.
28 dicembre 2009
di Silvia Quaranta
Quella che segue è una storia di meglio gioventù, ricostruita attraverso fonti giornalistiche e un'intervista con il protagonista
«Sono rimasta incinta a 17 anni appena compiuti, mentre facevo ancora il quarto anno di Liceo Linguistico. Lui non l'ha mai voluta, io l'ho detto subito ai miei e ho deciso comunque di tenerla. Ora ho 21 anni e mia figlia ne ha 3. Sono fidanzata da due anni, frequento l'Università (Infermieristica a Roma, ndr) e il padre di Giulia non mi ha più cercata».
Si presenta così la giovanissima Alessandra, protagonista di una storia in cui s’intrecciano in pari misura coraggio, altruismo e tenerezza. Intervistata, per Radio Gioventù, da Pierluigi Diaco e Giorgia Meloni, la ragazza racconta la sua storia: «Ho deciso subito di tenere la bambina, l’ho sempre sentito nel mio cuore. I miei genitori lo hanno saputo il giorno dopo: dapprima sono rimasti scossi, ma poi, dopo qualche giorno, a mente fredda, mi hanno consigliato di prendere autonomamente la mia decisione, aggiungendo che, qualunque essa fosse stata, loro mi sarebbero stati vicini. Io ho sempre sentito di volerla, la loro disponibilità non ha fatto che confermare questa mia volontà».
Ascolta l’intervista su Radio Gioventù :
http://www.radiogioventu.com/dettaglioPost.asp?id=291
18 dicembre 2009
di Luca Pautasso
La Meglio Gioventù è sempre pronta a lottare per quello in cui crede. Che sia per un grande ideale, o per il conseguimento di un piccolo obiettivo, di un piccolo passo nella strada del successo e della realizzazione personale, non conosce barriere. Nemmeno quelle della disabilità. Perché non esiste ostacolo, né fisico né mentale, in grado di fermare la voce delle idee. Questa è la storia di Giovanni Padovani, 29 anni, veronese. Da qualche tempo, però risiede in Lussemburgo, dove lavora per l'Unità Pari Opportunità e Diversità del Segretariato Generale del Parlamento europeo. «Sono una persona disabile – dice di sé - attiva nella promozione dei diritti delle persone disabili sia a livello nazionale come membro del Forum Italiano sulla Disabilità, sia a livello europeo, come membro del Comitato Giovani dell'European Disability Forum».
17 dicembre 2009
di Luca Pautasso
Ci sono giovani per i quali il principio del merito, l’impegno e il sacrificio sono le vie da percorrere per la realizzazione tanto professionale quanto umana e civile. Sono la “meglio gioventù” d’Italia, una realtà quanto mai viva e attiva, a dispetto delle cassandre e di chi vorrebbe i giovani tutti ignavi e bamboccioni. Ma tra questi giovani c’è anche chi del proprio talento vorrebbe fare uno strumento per venire in aiuto al prossimo.
Lui si chiama Raffaele Mauro, ha 28 anni, una laurea in Economia conseguita con il massimo dei voti all’Università di Pescara ed un dottorato di ricerca alla Bocconi. Nonostante la giovane età, il curriculum di studi e riconoscimenti è di quelli che farebbero invidia a colleghi economisti ben più anziani e “scafati”. Qualche mese fa aveva preso parte con profitto al progetto Global Village Campus, ideato dal Ministero della Gioventù e realizzato con la collaborazione dell’Università “La Sapienza” di Roma per mettere in contatto i 600 migliori neolaureati d’Italia con i più grandi marchi e le maggiori aziende operanti sul territorio nazionale.
2 dicembre 2009
di Luca Pautasso
Quella che segue è una storia di meglio gioventù, ricostruita attraverso fonti giornalistiche e un'intervista con il protagonista
«Quando le mani lavorano, il cuore è sereno». Sono le parole di un Premio Nobel giapponese, artista e scrittore appassionato di origami, l’antica arte di creare forme e oggetti semplicemente piegando un foglio di carta. Ed è questo il motto che, qualche anno fa, un gruppo di giovani volontari napoletani ha fatto proprio per portare uno spiraglio di serenità nel quartiere difficile di Scampia. L’obiettivo era semplice, e tuttavia quanto mai ambizioso: strappare giovani esistenze dalle grinfie voraci della camorra, che a molti giovani, da quelle parti, si offre come unica e terribile scelta di vita.
Questa è la storia di Stefano Pellone, trentenne, oggi a Bologna in veste di chimico specializzato presso il ministero delle Finanze, dove si occupa di analizzare le merci in transito sulla catena dell’import-export. Nato e vissuto a Napoli per più di 20 anni, nella città partenopea ha conseguito la laurea presso l’Università degli Studi “Federico II”. Tra il 1997 e il 1998, in prossimità di un parco poco lontano dalle famigerate “Vele”, assieme ad un gruppo di amici ha deciso di creare un centro di ritrovo per giovanissimi, nei quali i ragazzi della borgata potessero incontrarsi, giocare, divertirsi, fare i compiti e discutere. «Qualunque cosa, insomma, purché restassero lontano dalla strada»12 ottobre 2009
di Luca Pautasso
Quella che segue è una storia di meglio gioventù, ricostruita attraverso fonti giornalistiche e un'intervista con il protagonista
«Fare volontariato nella protezione civile può insegnarti molto: innanzitutto il senso del lavoro di squadra. Lavorare con gli altri e per gli altri. Poi ti insegna a crescere, sotto il profilo personale e sotto quello professionale. E’ un’esperienza che ti aiuta a maturare, a capire chi sei e che cosa vuoi fare della tua vita». E’ così che Francesca spiega una delle sue più importanti scelte di vita. Ed è con queste parole che esorta a sperimentare una simile esperienza chi come lei ha dalla sua la giovane età, la voglia di fare e del tempo da dedicare agli altri.Francesca Topazi ha 25 anni, vive a Roma e studia infermieristica all’Università. Da cinque anni a questa parte è volontaria della Protezione Civile, ed ha partecipato tanto a grandi interventi in situazione di grave emergenza, come in Abruzzo, quanto alle piccole occasioni in cui dare una mano può sembrare quasi una cosa di poco conto, ma non lo è. «Anche quando il tuo compito è semplicemente quello di porgere una bottiglietta d’acqua ad uno spettatore accaldato in attesa di ascoltare il concerto del suo idolo, senti di fare qualcosa di utile. E questo basta a rendere ciò che stai facendo una cosa importante».
8 settembre 2009
di Luca Pautasso
Quella che segue è una storia di meglio gioventù, ricostruita attraverso fonti giornalistiche e un'intervista con il protagonista
Condividere gli spazi di lavoro per condividere le idee. E’ lo spirito del co-working, il nuovo “fenomeno professionale” già molto diffuso negli Usa e nel nord Europa e ora giunto da qualche tempo anche in Italia. Un’idea “giovane”, che proprio ai giovani professionisti alle prime armi vuole andare incontro e che, qui da noi, proprio dei giovani hanno deciso di fare propria. Il principio è semplice: far lavorare insieme, nello stesso grande ufficio, tanti professionisti con background, esperienze e, soprattutto, impieghi differenti. Così da risparmiare sull’affitto mensile di un ufficio tutto per sé e guadagnare in socializzazione e crescita personale.
In quel di Bologna l’idea del co-working è stata importata con successo da sei giovani membri dell’associazione culturale “La Pillola 400” (www.lapillola400.it). Sono Ilenia Gamberoni, Sara Feliciotti, Barbara Sarti, Marco Landini, Mariano Araneo e Ludovico Pensato.
8 luglio 2009
di Luca Pautasso
Quella che segue è una storia di meglio gioventù, ricostruita attraverso fonti giornalistiche e un'intervista con il protagonista
Lo sciabordio delle onde che schiaffeggiano lo scafo spinto solo dalla forza del vento. Il vento, proprio lui, che gonfia le vele e agita il sartiame quasi a voler sottolineare che quello è il suo regno, e suo è il comando. E poi il profumo e il sapore della salsedine, che per uno nato e vissuto da sempre sulla riva del mare sono il profumo e il sapore della propria esistenza.
Mario Naselli, 26 anni, giovanissimo ingegnere napoletano, ha scoperto la vela e il suo mondo soltanto pochi mesi fa, eppure si è già rivelato una promessa nella sua categoria. Mario è un atleta e un velista molto speciale: nel 2007, un trauma al midollo spinale conseguito ad un tragico incidente motociclistico lo ha costretto sulla sedia a rotelle. Eppure questo triste episodio della sua esistenza non lo ha fermato, anzi. Gli ha fatto scoprire, semmai, che tutti i piccoli grandi ostacoli che può trovare sulla terraferma è proprio lì che li lascia, sul molo.
15 giugno 2009
di Luca Pautasso
Quella che segue è una storia di meglio gioventù, ricostruita attraverso fonti giornalistiche e un'intervista con il protagonista
Il “know-how” del ricercatore e la preparazione del clinico, tutto ad appena 31 anni di età. Questo è Ruggiero Mango, romano, classe 1978, medico cardiologo nonché esperto ricercatore nel campo della genetica legata alle malattie cardiovascolari. La maturazione della sua esperienza al tavolo di laboratorio è cominciata nei primissimi anni dell’Università, quando di anni ne aveva appena 19, ed è andata avanti di pari passo con gli studi in medicina. La passione per la ricerca, l’impegno e le capacità dimostrate in così poco tempo lo hanno reso protagonista nel 2005 di una scoperta scientifica brevettata oggi in tutto il mondo che potrebbe segnare una svolta importante nella cura dell’arteriosclerosi coronaria e nella prevenzione dell’infarto del miocardio: la Loxina, una speciale proteina le cui peculiarità la rendono in grado di contrastare l’azione del colesterolo ossidato.
5 giugno 2009
di Luca Pautasso
Quella che segue è una storia di meglio gioventù, ricostruita attraverso fonti giornalistiche e un'intervista con il protagonista
«Mi chiamo Jeremy, ho 29 anni, e da quasi 2 vivo in Italia. Quando mi chiedono chi sia e da dove venga, rispondo che sono del mondo. E dopo sei cicli di chemioterapia sento di amare la vita con tutto me stesso, come il dono più prezioso che ci sia».
Questa è la storia di Jeremy Guerrini, una storia che, comunque vada, lo dice lui stesso, sarà a lieto fine. Non è stata un’esistenza facile, la sua. Anzi, tutt’altro. Il suo giovane cammino è stato segnato nel passato e nel presente da eventi difficili, da curve tortuose, da momenti in cui temeva di aver perso l’orientamento e non saper più dove andare. Ma Jeremy, Gere per gli amici, sente di aver imparato molto lungo la strada percorsa, sente di essere un uomo nuovo, e sente in coscienza di dover mandare un messaggio importante a tutti qui giovani che, come lui, in una tappa difficile del proprio cammino credono di non avere più speranze né un motivo per andare avanti.
26 maggio 2009
di Luca Pautasso
Quella che segue è una storia di meglio gioventù, ricostruita attraverso fonti giornalistiche e un'intervista con il protagonista
Questa è la storia di un giovane imprenditore col “mal d’Africa”, ma non è la solita delle tante che si sentono in giro. Ce ne sono altri col suo stesso male, che curano però organizzando safari nella savana, partendo alla ricerca delle sorgenti del Nilo o cimentandosi in arrampicate sulle pendici del Kilimangiaro. Lui, invece, rimedia facendo del bene al prossimo.
Andrea Balbo, 25 anni, di Leinì (TO), è un giovane laureando in Agraria, di professione vivaista, e contagiato dalla passione per il Continente Nero durante una “spedizione” nell’estate del 2005 a Maua, in Kenya, dov’era andato assieme ai missionari della Consolata per fare animazione tra i bambini delle scuole nel periodo delle vacanze.
12 maggio 2009
di Luca Pautasso
Quella che segue è una storia di meglio gioventù, ricostruita attraverso fonti giornalistiche e un'intervista con il protagonista
Metti un pomeriggio allo stadio. Non da semplice tifoso, ma da vero protagonista in campo, con tanto di tacchetti e maglia con i colori della squadra del cuore. Un sogno? No, è tutto vero, e si chiama Fans League. E’ il progetto rivoluzionario ideato e concretizzato da tre giovani appassionati di calcio che, stanchi di sentire solo parlare di sport pulito, stadi per tutti e lotta alla violenza tra le tifoserie hanno deciso di “scendere in campo”, ed è proprio il caso di dirlo, perché tutto questo diventasse realtà. Loro sono i fratelli Mirko e Antonio “Tony” Martini, 33 e 35 anni, dalla provincia di Viterbo, che con la collaborazione dell’amico Emanuele Paparo, 27enne di Catanzaro, hanno dato vita al primo campionato italiano di calcio tra tifoserie.
7 maggio 2009
di Paolo Torelli
Quella che segue è una storia di meglio gioventù, ricostruita attraverso fonti giornalistiche e un'intervista con il protagonista
E’ una mattina come tutte le altre, la solita mattina nei pressi di Kabul, Afghanistan. Sono le ore 9 e un sole tiepido riscalda i cieli della capitale afgana. Andrea Tomasello, caporalmaggiore degli alpini, del secondo reggimento di stanza a Cuneo, si sta recando assieme ad altri due colleghi militari a Qal-eh-Tanan, nel distretto ad alta tensione di Mussai, nel sud del Paese. In Italia sono le 6 e 20 quando il mezzo blindato sul quale viaggiano, un Puma, viene investito dall’esplosione di un ordigno telecomandato a distanza: tutto accade in un attimo. Lo spostamento d’aria investe le gambe del soldato italiano dilaniandogli il piede destro. Anche questa volta è stato uno Ied, un ordigno improvvisato come viene chiamato in gergo, a seminare il terrore.
18 marzo 2009
di Flavia Marigliani
Quella che segue è la storia, romanzata, di una grande avventura di meglio gioventù musicale: la nascita di www.soldoutmusic.it.
Il tutor quel pomeriggio chiamò Tommaso per farlo partecipare ad un’importante riunione: voleva assolutamente che lui ci fosse. Tommaso però non era entusiasta di quell’inaspettato invito, si sentiva lusingato, ma aveva un appuntamento molto importante, forse il più importante, al quale non poteva assolutamente mancare. Stava per terminare il suo stage al ministero degli Esteri, di lì a poco avrebbe dovuto sostenere un esame per tentare l’ambita carriera diplomatica.
9 marzo 2009
Nell’estate del 2007, Ivan Rossi, un ragazzo di Civita Castellana morì nel tentativo si salvare la vita di alcuni bagnanti sulla spiaggia di Noto. Quella d'Ivan è una storia di coraggio e di gran generosità, la stessa generosità che sua madre Rita Fantera ha avuto nel creare “l'associazione Ivan Rossi” per aiutare e sostenere le popolazioni che vivono in situazioni economiche e sociali degradati.
“Noi stiamo operando in Burkina Faso – spiega Rita Fantera ospite dell’ultima puntata di Radio Gioventù - Il prossimo progetto che cercheremo di portare a termine, sperando nell'aiuto di tante persone generose, è di poter realizzare un'ala di un ospedale pediatrico che si trova a 140 chilometri dalla capitale precisamente a Nanoro.
6 marzo 2009
Si chiamano Simone Mantovani, Stefano Natali e Marco Folegani. Sono i tre laureati in Fisica dell’Università di Ferrara che hanno messo a punto un metodo di monitoraggio delle polveri sottili che rivoluzionerà i sistemi esistenti. Grazie a «PM mapper», software ideato dai tre ex compagni di studi ora trentenni e testato con successo dalla Nasa, le immagini delle micropolveri trasmesse dai satelliti saranno direttamente decodificate e utilizzabili nella lotta all’inquinamento atmosferico.
Un sistema rivoluzionario grazie al quale i tre giovani fisici sono stati proiettati nel grande palcoscenico della scienza europea e mondiale.
Ascolta la loro storia nella puntata di Radio Gioventù
4 marzo 2009
Radio Gioventù è la rubrica radiofonica settimanale che racconta le attività del Ministero della Gioventù, informa sui bandi, i progetti e concorsi, segnala le storie della meglio gioventù, intervista i testimonial delle campagne sociali e permette di ascoltare un po' di buona musica. E’ online ogni mercoledì pomeriggio.
Ascolta l’ultima puntata di Radio Gioventù
17 dicembre 2008
Giuseppe Andaloro, nato a Palermo nel 1982, è considerato uno dei massimi esponenti del concertismo pianistico internazionale della sua generazione. Quello che segue è il dialogo immaginario tra Andaloro e la sua coscienza, scritto da Leonardo Rossi (23 anni).
Coscienza: “Ha consapevolmente scelto di vivere l’aleatorio. Lui è Giuseppe Andaloro, grande musicista, italiano. Sì, ma che vita ha scelto? Che vita è, la vita di musica? Giuseppe, stiamo sognando…parlami di te. Io ancora non ti ho capito dopo tutto questo tempo.”
26 novembre 2008
Per combattere la criminalità organizzata è necessario fare leva sulle giovani generazioni: lo ha detto il ministro della Gioventù, Giorgia Meloni, a Napoli per la presentazione dei risultati del Questionario anticamorra della Associazione studenti napoletani contro la camorra
“E' nostro dovere guardare il bicchiere mezzo pieno - ha spiegato il ministro” riferendosi a una delle risposte del questionario, dalla quale emerge che il 40% ha intenzione di lasciare Napoli per andare a vivere altrove.
“Per un 40% di ragazzi che vorrebbero vivere da un'altra parte - ha commentato - c'è infatti un 60% che sceglie di restare, e tra questi c'è una percentuale maggiore di quella che pensiamo che vuole restare consapevolmente, portando avanti iniziative che possano coinvolgere la propria generazione nella lotta alla criminalità organizzata e nelle iniziative per la legalità. Dobbiamo - ha aggiunto Meloni - fare leva soprattutto sul piano generazionale, perché non c'è nulla più utile che convincere i ragazzi a fare il possibile per far partecipare gli altri a queste iniziative”.
MELONI: NAPOLI CE LA PUO' FARE COME POPOLO
“Questa è una scelta che ciascuno di noi fa e che si vince come popolo”: così la Meloni, rispondendo a chi gli chiede se la città partenopea ce la può fare a vincere la lotta alla criminalità organizzata.
''Non sono i singoli - ha aggiunto Meloni - a poter vincere questa battaglia, siamo noi come popolo. Sono soprattutto le giovani generazioni, perché a 20 anni si ha quella rabbia, quella capacità di provare amore. Magari andando avanti negli anni questo amore viene surclassato da altri interessi. Se riusciamo a fare leva su chi oggi ha 20-30 anni, possiamo provare a fare una rivoluzione”.
IL PREFETTO DI NAPOLI: IL PERICOLO DELLE ASSOCIAZIONI SILENTI
“In questo momento siamo tutti concentrati sulla lotta ai Casalesi nel casertano e combattiamo in quel territorio. E' corretto, ma forse sono più pericolose le associazioni di stampo mafioso che in questo momento sono silenti”: lo ha detto il prefetto di Napoli Alessandro Pansa.
“Questi fenomeni criminali - ha sottolineato Pansa - vanno studiati a fondo, in modo non superficiale perché spesso sono diversi da quello che si dice. Ci sono lati nascosti che forse sono più pericolosi di quelli che appaiono''. Il prefetto ha quindi invitato gli studenti a “non farsi ingannare da analisi estemporanee e superficiali” del fenomeno della criminalità organizzata.
DON MEROLA: NON SOLO ESERCITO MA ANCHE SCUOLE
Non solo “l'esercito di militari” ma anche “l'esercito di insegnanti”: è questo che realmente serve alla Campania per sconfiggere la camorra, secondo don Luigi Merola, ex parroco di Forcella e ora a capo della Fondazione “A voce d'e creature”. “Noi preti - ha rivendicato il sacerdote intervenendo all'evento contro la camorra, alla presenza del ministro Giorgia Meloni - abbiamo il polso della situazione e ci rendiamo conto che la sicurezza è importante, ma ancora più importante è dare ai ragazzi risorse”. E la risorsa principale, ha aggiunto, è la scuola, che non può e non deve mai restare chiusa, “anche il sabato e la domenica”. “A Napoli - ha concluso - lo Stato è anzitutto scuola, non esercito”.
MELONI: SICUREZZA SERVE A PROTEGGERE PIU' DEBOLI
La sicurezza e la legalità servono non a proteggere i potenti, ma i più deboli. Giorgia Meloni, rivolgendosi agli studenti napoletani ha sottolineato che ''spesso si legge la parola sicurezza e la parola legalità come un capriccio da borghesi. Ma i potenti non hanno bisogno di sicurezza, sono i più deboli ad averne bisogno”. Ancora, la sicurezza ''non è un favore ai palazzi del potere''. Meloni ha quindi fatto riferimento al Questionario anticamorra, presentato stamani a Napoli, affermando che nelle prossime settimane vorrebbe portare i risultati dell'indagine al premier Berlusconi e al presidente della Commissione parlamentare antimafia Pisanu. Ha poi risposto a una studentessa, che in precedenza aveva esclamato: “Come si fa a non comprare merce contraffatta se quella vera costa tanto?”, affermando che “una vita dignitosa non dipende da una borsa di marca”.
MELONI AI GIOVANI: NON USATE GLI ALTRI COME ALIBI
“La possibilità di cambiare dipende da ciascuno di voi”, ha detto la Meloni. Se c'è qualcosa che non va, ha esortato il ministro, “ditelo, anzi gridatelo, ma non utilizzatelo come un alibi”. La classe politica, ha aggiunto, “non sempre è all'altezza, anzi per certi versi è inadeguata. Anch'io lo sono. Ma da sola io non riesco a cambiare le cose. Questa è una battaglia che si vince non individualmente, ma come popolo”. ''Quando siete incazzati - ha detto ancora il ministro - venite da me, ma non pensate che la colpa sia di un altro, è di ognuno di noi. Ognuno ha la sua responsabilità. Io mi prendo la mia, ma anche voi dovete rimboccarvi le maniche”.
LA PALESTRA DI PINO MADDALONI
Ventimila euro di contributo alla palestra di judo, a Scampia, di Pino Maddaloni, medaglia d'oro alle Olimpiadi di Sydney: è il frutto di una convenzione firmata oggi dal ministro della Gioventù Giorgia Meloni e il campione napoletano.
“Lo sport - ha detto il ministro parlando con i giornalisti nella palestra di Scampia - insegna valori storicamente importanti e utili per la cittadinanza. Una realtà come quella che Maddaloni ha messo in piedi, in un territorio sicuramente difficile, la partecipazione che c'è in una realtà come questa che vuole essere un'oasi nel deserto, sicuramente deve far riflettere le istituzioni. Dobbiamo aiutare tutti coloro che vogliono offrire un'alternativa al degrado, al disagio, a quel che accade in questi territori”. Secondo il ministro questo della palestra di Scampia “è uno degli esempi classici di iniziative che domani potranno entrare nel ddl sulle comunità giovanili, già licenziato dal Consiglio dei ministri e che deve ora compiere l'iter parlamentare”. Ddl che, ha precisato Meloni, sarà dotato di un fondo di cinque milioni di euro.
Pino Maddaloni, dal canto suo, ha sottolineato come ''il gioco più bello dei bambini è lo sport” e ha preannunciato di voler creare “una grande giostra, una cittadella dello sport”. La struttura dovrebbe sorgere, ha precisato il campione, nel terreno dove inizialmente doveva essere costruito lo stadio, e dove attualmente si trovano delle caserme dismesse. “Aspettiamo di poterne parlare con il ministro La Russa” ha aggiunto Maddaloni.
CAMORRA: SINDACO CASALE A IMPRENDITORI, INVESTITE QUI
“Voglio dire agli imprenditori che devono avere coraggio e venire a investire qui”: è il grido di aiuto che il sindaco di Casal di Principe Cipriano Cristiano, ha lanciato alla presenza del ministro della Gioventù Giorgia Meloni.
Dall'Università' per la Legalità e lo sviluppo, ubicata nella ex abitazione del cassiere del boss Sandokan, Gaetano Darione, confiscata nel 1999, il sindaco ha rivendicato i passi avanti compiuti dal comune balzato agli onori della cronaca per le vicende legate al clan dei Casalesi. E ha citato i giovani presenti questa sera all'evento, coinvolti in un laboratorio di servizio civile per conto della Amesci: “La camorra allunga i tentacoli sui nostri giovani, offrendo loro migliaia di euro per le attività illegali, e invece questi ragazzi che sono qui lavorano per meno di 500 euro al mese”.
“C'è ancora tantissimo da fare - ha aggiunto - ma ce la stiamo mettendo tutta e i risultati si cominciano a vedere. Ma questo deve essere solo l'inizio”. Per questo il sindaco di Casal di Principe ha chiesto aiuto allo Stato, rappresentato in questa sede dal ministro della Gioventù, affinché siano create delle opportunità, come gli sgravi fiscali alle imprese, per attirare gli investimenti in questo territorio massacrato dalla criminalità organizzata. Il ministro ha risposto spiegando che la sua iniziativa di fare un viaggio proprio nei luoghi simbolo della camorra, serve a “far capire che esiste un Casal di Principe diverso, una Scampia diversa”. “E' lo strumento migliore che abbiamo per dire che i casalesi non sono un clan, ma gli abitanti di un comune che ha problemi di criminalità organizzata e che vuole combatterla”.
18 novembre 2008
Un viaggio tra la meglio gioventù campana che si batte contro la camorra. Martedì 18 novembre il ministro Meloni è stata a Napoli e Casal di Principe per incontrare i ragazzi e le ragazze che tutti i giorni sono impegnati nell’impresa di liberare il loro territorio dalla cultura della sopraffazione criminale. La lotta per la legalità è la difesa della gente comune, è la difesa di una comunità di persone che crede nella libertà, nella bellezza, nel merito, che ama la propria terra e crede in un’idea chiamata Italia. Come scrive un giovane scrittore di 28 anni, di nome Roberto Saviano: “In terra di camorra, porsi contro i clan diventa una guerra per la sopravvivenza, come se l’esistenza stessa, il cibo che mangi, le labbra che baci, la musica che ascolti, le pagine che leggi non riuscissero a concederti il senso della vita, ma solo quello della sopravvivenza”.
Leggi il programma.
Leggi la cronaca del viaggio.
Leggi cosa hanno scritto i giornali.
17 novembre 2008
Pubblichiamo la storia di Jonni Perozzi raccontata da Tamara Ciarrocchi
SAN BENEDETTO DEL TRONTO (Ap) - Non si reputa un eroe ma una delle tante persone che ci mettono l'anima in quello che fanno, convinti del fatto che non bisogna mollare mai e che l’importante è come si reagisce ai duri colpi della vita. Basta volerlo e alla fine si può avere tutto, anche se ci si muove su una sedia a rotelle e se si fa fatica a parlare correttamente per comunicare al mondo pensieri e parole.
3 novembre 2008
La gioventù italiana, quanto a coscienza civile e impegno sociale, “si rivela come una delle migliori d'Europa”. Lo afferma il ministro Giorgia Meloni, commentando i risultati di un'indagine commissionata dall'Agenzia nazionale per i giovani e pubblicati dal Corriere della Sera, che tratteggiano la nuova generazione come “bambocciona” e pessimista ma più impegnata sul fronte sociale e politico rispetto alla media europea
20 agosto 2008